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nome progetto_Uno, nessuno e 100000
architetto_Elisa Bernardi   con_Arch. Laura Rocca
luogo_Lucca

Identità liquide-Trasformazioni e passaggi

Il tema delle identità liquide è stato analizzato partendo dalla definizione di “modernità liquida” proposta in diversi scritti dal sociologo Zygmunt Bauman. Secondo questa definizione, oggigiorno vengono sempre più a mancare quelle certezze che hanno dato, nel passato, solidità alla società, quali le istituzioni, la famiglia e il lavoro. In un’epoca sempre più segnata dalla mancanza di regole e dalla flessibilità, l’individuo finisce per trovarsi solo davanti alle responsabilità,.

La “vita liquida” è una vita precaria, vissuta in condizioni di continua incertezza data dall’adesione a comunità sempre più virtuali. È la situazione in cui si trova l’individuo ridotto a consumatore e oggetto di consumo che deve necessariamente stabilire chi è e ritrovare la sua identità. La realtà eccessivamente mobile e fluida finisce per trasmettere incertezze e paure tanto che anche l’identità, ovvero ciò che fa di ogni persona o luogo un soggetto riconoscibile, risulta multipla e continuamente modificabile nei suoi confini culturali, religiosi ed etnici. Questa “contemporaneità” sottopone la nostra civiltà a un incessante processo di continua evoluzione ed ibridazione culturale. 

Con l’installazione proposta, Uno, nessuno e centomila, si tenta di far riflettere il visitatore sulle tematiche precedentemente descritte. I tubi in cartone rappresentano gli individui di questa società liquida, spesso omologati tanto da perdere la loro personalità ed individualità, ma conformi alla massa: tutti uguali e impersonali, affiancati gli uni gli altri per creare un perimetro di tubi. Solo alcuni tentano di distinguersi dalla massa, mostrando i loro volti (profili in cartone) che possono essere colti dal visitatore solo una volta che giunge “all’ingresso” del recinto. La scelta di togliere due tubi permette al visitatore di varcare il limite, il confine della società, consentendogli di essere parte del perimetro. Questo passaggio porta a una trasformazione, a una riflessione e all’autocoscienza sulla propria identità; quella stessa autocoscienza che caratterizza anche il personaggio pirandelliano Vitangelo Moscarda, protagonista del romanzo da cui abbiamo preso il titolo per la nostra installazione.

I volti in cartone, posizionati a varie altezze, hanno i profili di colori diversi proprio per indicare l’unicità degli individui che cercano di distinguersi con le loro personalità differenti. Tali volti possono essere ruotati, grazie a cerniere fissate ai tubi, per permettere al visitatore un’interazione con l’installazione e per avere punti di vista e angolazioni diverse.

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